300
Bel film. Forse scimmiotta un po’ troppo altri grandi kolossal (uno su tutti “Il Gladiatore” di cui rielabora un paio di scene) ma bello. La mano è quella di Frank Miller, già creatore dei due Sin City, dunque un po’ di “effetto fumetto” c’è: colori surreali, aspetto fisico dei protagonisti volutamente distorto.
Il film è imperniato sullo scontro di civiltà tra la Grecia libera e la Persia sotto la tirannide di Serse. Nella testa dell’americano medio è evidente il parallelo con la nuova Grecia (l’occidente) e i vecchi tiranni (i fondamentalisti islamici). Da questo punto di vista il classico film “repubblicano” fatto per convincere i ragazzi americani ad arruolarsi.
Dal punto di vista distaccato dell’europeo medio invece credo che ciò che più piace di questo film è l’integrità assoluta dei 300 protagonisti, pronti ad affrontare un esercito di migliaia di uomini e con mezzi sicuramente migliori pur sapendo di non potercela fare, solo per un senso di fedeltà ai propri ideali.
La prima ora del film è incentrata sulla società spartana, sulla creazione di quel marine ante-litteram che era il soldato spartano, sul ruolo della donna spartana, “l’unica donna che dà alla luce veri soldati”. A margine di questo la consultazione dell’oracolo, con gli efori rappresentati come un gruppo di vecchi maiali che se la fanno con una ragazza tenuta costantemente sotto l’effetto del vino. Per la cronaca l’oracolo dà parere negativo a Leonida che quindi parte solamente con 300 uomini anziché con tutto l’esercito spartano.
Poi si parte e la seconda ora è dedicata quasi interamente al combattimento. La battaglia delle Termopili. Intanto a Sparta la moglie di Leonida cerca in ogni modo di convincere il consiglio della città a mandare l’esercito ad aiutare i Trecento. Tutto è inutile e alla fine i Trecento soccombono. Solo uno tornerà a Sparta, per raccontare la storia dei Trecento al Consiglio. E per consegnarla alla storia…
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