Segnali di vita – Sproloqui sul digital divide interno
Qualche settimana che non scrivo in questo spazio, per svariati motivi. Il principale è ovviamente il tempo, che non è mai abbastanza per fare nulla. In più la bella stagione non spinge certo a mettersi a scrivere davanti a un PC dopo 8 ore che lo si fa per lavoro (e ultimamente anche qualche di più a causa di scadenze pazze).
Poco male, tanto qui non legge mai nessuno. Un breve aggiornamento su Babelgum e Joost: oggi dopo parecchio tempo ho visitato i relativi siti. Il supporto a Linux e ai Mac con processore PowerPC, accennato da entrambi in occasione di promesse preorgasmiche da lancio del servizio, non è ancora stato implementato. E a questo punto probabilmente non lo sarà neppure mai.
Anche su altri fronti il digital divide all’interno della casta degli informatizzati mostra qualche schizofrenia: ci sono software house che si sono invaghite di Leopard e di Quartz e sviluppano il loro software solo per questa versione di Mac OS X, dimenticando non solo tutti quelli che usano ancora l’ottimo Tiger ma anche quelli che di certi effettazzi non ne hanno per niente bisogno. E capita spesso, basta pensare al bellissimo (quanto immaturo) client desktop per Flickr Flickery, super chiacchierato nella blogosfera Mac/Apple italiana e non.
Il tutto mentre all’esterno (i non informatizzati) ancora percepiscono chi lavora in questo campo come “quelli con gli occhiali aggiustati con lo scotch”… E se avessero ragione loro?
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