Giusto per restare in tema con la festa… Anzi, riallacciandosi a questo articolo “Complimenti per la festa//Una festa del cazzo!”.
Il potere fondante dei grandissimi CSI (cit. Brizzi) in uno dei loro pezzi emblematici: echi di Resistenza, atmosfere visionarie e potere agli strumenti (specialmente in Linea Gotica fra l’altro…). Hanno fatto un po’ da chioccia a tutta una generazione fra cui i Marlene Kuntz già citati qualche giorno fa e l’incompreso nella sua grandezza (?) Umberto Palazzo e il Santo Niente.
CSI – Linea Gotica
Geniali dilettanti
in selvaggia parata
ragioni personali
una questione privata
cit. “No, vaffanculo tu!” (Manuel Agnelli live rivolto a un fan inferocito alla Pove del Grappa (VI) qualche anno fa)
Ho riscoperto da poco “Catartica”, l’album d’esordio dei cuneesi Marlene Kuntz. Un album bellissimo pieno di promesse che tutto sommato il gruppo ha mantenuto, arrivando addirittura a sfondare il tabù dell’entrata nel “commerciale” con il (penoso) duetto con Skin del 2000.
This is GOTHIC!
Iniziavano così la loro “Gothic” in un live i fantastici Paradise Lost. Non solo la title track ma anche il manifesto di un genere intero. Ecco, oggi molti confondono il gothic con le stronzate dark del Carnaby street (il catalogo mailorder tascabile che girava per il liceo ai miei tempi) ma il gothic in realtà sarebbe tutto lì… qualcosa di simile al romanzo gotico: bello e terribile.
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