Ruote all mountain: test e recensioni su IMBikeMag.com

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IMBikeMag.com testa e recensisce alcune ruote assemblate per uso all mountain. 

Sono della partita le Iodine di Crank Brothers, le Hope Hoops, le Mavic Crossmax SX e le Superstar Switch EVO.

 

Non conoscevo le Hope e le Superstar, immagino siano prodotti usuali oltremanica. Le Superstar in particolare hanno un rapporto qualità-prezzo molto interessante, stando all’articolo di IMBikeMag.

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Pieve di Bono – Pozza di Cadria

Dopo un periodo di blackout dovuto a problemi di hosting, ecco un post su un mio giro classico. Partenza da Pieve di Bono, salita su asfalto fino a località Cariola (c.a. 1100 mslm) dove mi concedo una pausa presso la mia “residenza estiva”. Si procede poi ancora su asfalto fino a malga Ringia (c.a. 1300 mslm). In questo tratto ci sono pendenze davvero al limite con pezzi su cemento che ve li raccomando…

Da malga Ringia si prende a destra la mulattiera per pozza di Cadria, dopo un paio di tornanti la mulattiera diventa un bellissimo sentiero coperto da sassi bianchissimi, purtroppo tende un po’ ad imboscarsi. Verso la fine il sentiero diventa meno pedalabile e anche a causa di un paio di frane si deve caricare la bici in spalla. Alla fine poi ci sono le scale che conducono all’anfiteatro della pozza di Cadria (c.a. 1900 mslm).

Sentiero a zig zag verso Pozza di Cadria

La vera goduria però inizia quando è ora di tornare: il sentiero che abbiamo fatto in salita infatti risulta molto scorrevole e permette di tenere una bella andatura e lasciarsi andare a qualche salto. Occhio perché soprattutto nei weekend estivi il sentiero è abbastanza frequentato, pur non essendo in una zona come il Garda o le Dolomiti.

L’alternativa è scendere verso la val di Concei e quindi in val di Ledro (o fare il percorso opposto per chi è in zona Riva/Val di Ledro). Il panorama dalla parte “chiesana” è qualcosa di eccezionale con l’intero gruppo dell’Adamello e della Presanella a far da corona alla conca della Pieve di Bono storica (Pieve di Bono e Roncone).

Qui la traccia GPS (tracciata con Runkeeper su dispositivo Android)

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Il bunny hop by Jack Bisi su MTB-Forum.it

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Nuovo appuntamento con Jack Bisi e i suoi tutorial, stavolta è il turno del bunny hop, croce e delizia dei biker. La spiegazione è molto completa, credo sia il più bell’articolo sul bunny hop che abbia letto. Ciononostante resto una capra e riuscirò a saltare sì e no 5 cm 🙂

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Prevenire i furti

Prendo spunto da questo articolo sul blog del Vito Sport UK per parlare di un argomento che interessa tutti i biker ma anche gli stradisti con bici da n-mila euro: parlo del problema furto.

Riporto i suggerimenti del blog:

  1. Identificazione: scriviamoci da qualche parte il numero di matricola del telaio e facciamo qualche foto della nostra biga (meglio su sfondi neutri in modo che sia più definita l’immagine). Scriviamo anche la dotazione completa della bici (tutta la componentistica) specialmente se si montano pezzi after-market.
  2. Assicurazione sul furto della bici: in Italia siamo ancora all’età della pietra in questo ambito, esiste un embrione di assicurazione che si chiama BiciSicura che può essere preso in considerazione ma mi sembra ancora piuttosto acerbo. Mi sembra un prodotto ancora abbastanza acerbo rispetto a quello che c’è all’estero, cito per esempio quello che fa Zurich in Svizzera (peccato sia solo per i residenti in Svizzera e Liechtenstein).
  3. Lucchetti: abituiamoci a legare sempre la bici con (almeno) un lucchetto. Anche in casa la bici dovrebbe essere legata a qualcosa di inamovibile e possibilmente non troppo in vista. La stessa cosa vale anche per quando si lascia la bici in auto, qui è possibile legare la bici a uno dei punti di ancoraggio fissi del baule con un cavo tipo i modelli Milkman, Fisticuffs e le varie combinazioni di Ringmaster Knog che sono anche belli e ben visibili. In giro meglio legare la bici in modo sicuro e in zone ben frequentate: la combinazione vincente è tra il tempo di scassinamento e la possibilità che passi qualcuno mentre il ladro ci prova.
  4. Paranoia: sul blog del Vito Sport diventano un po’ paranoici, e suggeriscono di tenere d’occhio eventuali malviventi che ci adocchiano in modo strano. Il rischio è di diventare paranoici, anche perché dubito che il malintenzionato giri con la  classica mascherina tipo Banda Bassotti, perciò vi sfido ad accorgervi di essere pedinati mentre sfrecciate nel bosco con la vostra American in berillio vintage.
  5. Social media: nel malaugurato caso che vi “arrubbeno” l’amata due ruote una buona idea è quella di inviare la foto su Twitter, su Facebook e sui vari forum di riferimento del settore. Inoltre bisognerebbe contattare i negozianti locali, spesso infatti (a me è capitato) il ladro prende la vostra bici e prova a rivenderla immediatamente. Per i negozianti: occhio quando ritirate l’usato, assicuratevi sempre della provenienza della bici, il rischio è quello di venire denunciati per ricettazione.

E voi come vi comportate per evitare i furti? Vi è mai capitato? Se sì, com’è andata a finire?